14.3.06

Emozioni forti


La vera primavera sta tardando ad arrivare eppure l'allungamento delle giornate è già un piacevole preludio. Svegliarsi alla mattina e trovare il sole che splende o rientrare la sera dal lavoro senza dover accendere i fari della macchina mette allegria, no?

Una cosa che mi regala meno gioia, invece, è che non sono ancora riuscito ad avere l'ADSL a casa – motivo per cui le mie parole su questo blog sono proprio rare in questo ultimo periodo.
Spero che nel giro di 15 giorni tutto si risistemi.

Intanto la mia sveglia mattutina intorno le 6:30 funziona alla grande.
Il metodo che sto seguendo per riuscirci è molto semplice quanto efficace.
Ho associato moltissimo dolore al non riuscire ad alzarmi e quindi mi sento di perdere qualcosa di davvero importante se non lo faccio – il tempo, innanzitutto, e quindi soprattutto opportunità. Ma come esattamente? Beh, formulando delle domande che mi spingessero a vivere questo dolore e poi intensificarlo il più possibile.
Tipo: cosa mi perdo se non lo faccio? Sarò depresso o contento se mi non mi alzo presto? Come sarà il mio stato emozionale? Sarò un esempio se poltrisco? Quanto tempo posso recuperare la mattina per fare le mie cose, quelle che mi rendono felice e allegro? Mi realizzo se non mi alzo? Cosa mi sto perdendo davvero? Se voglio migliorarmi è il caso che dorma fino a tardi? Se voglio raggiungere i miei obiettivi di vita mi conviene dormire così tanto? Fino ad oggi dormendo ho avuto qualche genere di risultato sbalorditivo? Dormire ha migliorato davvero qualcosa? Non è più bello avere più ore disponibili in una giornata? Come sarò fra 5 anni se continuo a riposare oltre il dovuto? E fra 10 anni? Sarà soddisfatto del mio percorso?

..e così via. E il bello è che le risposte aprono nuove e rinforzanti domande.
Funziona.
Chiaro che comunque dormo le mie ore e, a volte, recupero, se faccio troppo tardi.

Ah, si, dimenticavo, sento la necessità di farmi le domande spesso e comunque di rivedere frequentemente (leggi: tutti i giorni) i miei obiettivi.
Ovvio, no? Altrimenti che mi alzerei a fare se non sapessi cosa voglio?