19.6.09

Parkour > libro 2

Eccolo qui finalmente, il mio secondo libro sul parkour (e anche freerun, in realtà..).
Scritto da Dan Edwardes, è proprio un manuale sulla disciplina, con un po' di storia introduttiva, che non fa mai male, e una carrellata di esercizi e consigli sul come affrontarli.
Molte foto interne, quelle di contorno, sono quelle che si vedono nel sito ufficiale di pk generation - non che sia un male, anzi, ma era giusto per puntualizzarlo.
Per la documentazione degli esercizi, invece, niente foto, ma disegni in vettoriale ricavati, probabilmente, da delle foto, ma da mani inesperte (o cmq un po' incapaci). Non sono il massimo, ma accettabili. Diciamo che il punto debole più evidente è che sono spesso deformi ma soprattutto un po' piatti, considerando che in alcuni la profondità chiarirebbe le idee su posizioni di game e braccia, dettagli che in disegno effettivamente si perdono.
..diciamo che i video che si trovano online possono essere a volte sicuramente più consigliati.
A parer mio, uno che non conosce le varie tecniche dovrebbe guardarsi come "supporto" qualche video, giusto per assicurarsi di aver capito prima di entrare in azione.

Al momento sono oltre pagina 50, si legge davvero in fretta. Devo dire che il testo è abbastanza interessante anche se, volendo, gli argomenti trattati si possono trovare qui e lì tra i vari video e negli articoli dei traceur più in luce - almeno fino a dove sono arrivato io.

Le pagine sono in tutto 143, di cui 29 di foto, resto è testo su due colonne, ampi spazi vuoti, font abbastanza grande, buon design, alcune foto di contorno al testo qui e lì, e per finire 52 pagine di effettivi tutorials. La complessità dell'inglese del testo è media.
Carta buona, mediamente riflettente.
Il prezzo, almeno da play.com, è di 9.99 euro che mi pare accettabile.
Forse una lettura più per chi è agli inizi e magari non si è fatto neanche un raduno con i francesi o per chi non conosce proprio la disciplina, ma comunque un manualetto che merita di stare nella mia biblioteca.

5.6.09

Esami 2009 parte 1

E dopo il post sull'andazzo di quest'anno, non poteva mancare quello sugli esami.

Mercoledì prossimo, 10 giugno, secondo appello.
Sto preparando la seconda torniata di esercizi di photoshop.
Il primo appello è stato una sudata.
Correggere una sessantina di prove di photoshop in poche ore è stato un vero massacro.

Ho preparato 4 esercizi diversi, anche banali, e decisamente pacchiani.
Eppure pochissimi mi hanno (quasi) sorpreso. I più sono stati disordinati, poco chiari, hanno dimostrato poca attenzione ai dettagli e si è letto proprio che a casa non hanno fatto nulla, o poco di più.
E poi nessuno ha pensato bene di lasciare le maschere visibili o, per esempio, le figure geometriche dove c'era bisogno.
Mah...
Cambieranno le cose al prossimo appello?

Università VE 2009

Porca miseria.
Sembra ieri che ho scritto il post sul corso a Venezia dell'anno scorso, e guarda un po' sta già finendo il corso di quest'anno.
Oddio, vero che quest'anno dopo la nascita del mio piccolino e la morte di mia madre non è che la mia testa e l'umore fossero proprio al massimo, però avrei voluto monitorare un po' meglio l'andazzo generale.
Ad ogni modo quest'anno per mia discreta felicità mi sono dedicato all'insegnamento di photoshop..
..e devo dire che è stata un'ottima idea.
Da un lato le lezioni eran sempre piene, dall'altro mi sono rivisto un sacco di comandi, che è sempre un buon allenamento.
E poi mi sono divertito, diciamocelo pure, e pure di più dell'anno scorso.
L'unica delusioncina è la scarsa voglia di fare dei ragazzi. Oddio c'è sempre quello nutrito gruppo di appassionati e quello che si da da fare anche se non sa nulla, però, in linea di massima, impera lo scarso impegno.
..certo che se ripenso a tutti quei «Scusi, può ripetere?» anche per le banalità, un po' sorrido,un po' mi incazzo. E che i più, nel test di ingresso, avevano scegnato ottime conoscenze di Photoshop. Figuriamoci se fosse stato il contrario.

Tirarando le somme, cmq, l'idea di sviluppare le lezioni su esercitazioni pratiche è stata buona. Da un lato gli fai lavorare, vedi cosa fanno, ti rendi conto delle lacune, ci pensi su a casa, ci lavori, elabori e sistemi. Dall'altro ha un grosso rovescio della medaglia: i ragazzi credono che le lezioni bastino e non ripassano nulla di quanto visto in classe - o per lo meno questo è quello che ho percepito.
Vero è che gli si poteva dare dei compiti per casa, ma dato il mio tempo investito che è già stato davvero molto quest'anno è andata così.

ps. Presto pubblicherò una lista delle risposte più divertenti dei test. Secondo me c'è da sbellicarsi.