10.1.09

Bilancio del 2008

Bene.
Se non voglio fare la lista dei buoni propositi voglio però riflettere un po' su come sono andate le cose nell'anno passato.
In generale quest'anno è stato l'anno del nuovo figlio, che sta per nascere, dei progressi della mia prima stellina, dell'ottimo corso di un giorno di costellazioni famigliari, della prima al corso di informatica per architetti, della seconda al corso java.
Poi c'è il passaggio definitivo all'as3, la mia ritinteggiata della casa (sono quasi a metà), è stato l'anno del giardino sempre più grande florido e dell'arrivo del mitico aspirapolvere nuovo, che sembrerà 'na cazzata, ma che invece mi aiuta parecchio nella pulizia di casa ^_^.

Sul parkour c'è stata una crescita di consapevolezza del circondario, dei prime accenni positivi delle persone che mi vedono (con domande e addirittura dei pollici alzati da un simpatico autista), e dei bellissimi allenamenti a Danta, accompagnati anche qui da richieste di informazioni e sguardi curiosi.
E poi c'è stato il raggiungimento del monkey: del suo pieno controllo, dei monkey ormai altini, alla stazione, vicino a casa. Poi c'è l'allenamento quotidiano fatta di una bella dose di quadrupedia. Ma prima ancora, è stato l'anno dei salti oltre il divano con appoggia testa montato, e dei primi accenni a un kong degno di questo nome.

Per il resto è stato l'anno del mio salto nei notebook, da cui non mi stacco più (neanche in bagno a volta), del primo serio contatto con l'ubuntu e il mondo del open source, e della realizzazione di diversi mini giochi flash al lavoro. Questo, poi, l'ha fatto diventare l'anno in cui ho conosciuto la realtà dello sviluppatore di giochi indie.

Infine, è stato l'anno della maggior presa di coscienza della mia posizione e di un notevole aumento della mia sensibilità, con un sacco di solitari pianti, nel mio piccolo.
Per tirare le somme, direi che è stato un anno interessante e decisamente pieno di sorprese, nel bene ma anche nel male.
Nel complesso mi sento decisamente più maturo ma ancora fortunatamente bambino.

2.1.09

Coding: Tips e anche qualcheTrick

Da un pezzo navigo su questo blog, Coding Horror. I temi sono principalmente di programmazione e altre menate che girano attorno al mondo dell'informatica, ma che ritengo molto interessanti. E, guarda un po', riesco quasi sempre a leggerne un intero post - di solito alquanto lunghetti.

Per arrivare al punto, il tipo scrive temi interessanti e mi piace la sua filosofia sulla sua passione. Mi sono piaciuti molti i post sulla capacità di battitura sulla tastiera riducendo l'uso del mouse, agganciandosi poi alla sacra conoscenza degli shortcut.
Consiglio la lettura a tutti gli appassionati di programmazione ma, poi, anche a chi piace scrivere, un po' come me. Per i più skillati sarà una cosa ovvia, ma per i flashisti mi sembra sia l'esatto contrario.
La velocità di battitura è sempre stata un'attività che mi ha affascinato e credo sia degna di nota. Dallo stesso blog interessante anche questo link che ho trovato, Programming's Dirtiest Little Secret. Già il titolo desta curiosità.
E da tutte queste letture sono arrivato a questa paginetta con un contatore di battitura che mette alla prova la propria capacità, ovviamente in EN.

E se tutto questo non bastasse, ecco un bel post sulla conoscenza dell'UNICODE e dei tipi di caratteri. Fondamentale conoscerli, anche solo per capire perché alcune volte le mail che riceviamo hanno caratteri strani.
É stato molto triste constatare quanta gente all'università non sappia neanche di cosa si tratti e quanto viene sottovalutata questa coltura del carattere. Ma potendo in qualche modo fare la differenza, mi sento in dovere di inserire questo argomento nelle mie prossime lezioni.

1.1.09

Se voglio mi sposto

Un altro anno è andato e ancora una volta devo subire tutta la solita cagnara del passaggio. Mi sono anche rotto di mandare i soliti sms di auguri ai nomi elencati in agenda. Mi sembra stupido e incoerente, e forse pure un pochino ipocrita.

Ma non è una palla tutta sta storia del festeggiare la fine dell'anno? Insomma, stiamo sufficientemente bene da poter festeggiare per qualsiasi minchiata in qualsiasi momento della nostra vita, quindi perché legare tutto questo isterismo in questo giorno dell'anno che non ha differenza alcuna con gli altri 364 suoi fratellini?
La tv del fine anno fa schifo (razzo, ma la smettono di cantare e ballare?), le feste in piazza sono patetiche (ma le vedete le facce delle persone in prima fila?), le feste in disco non sono speciali, il voler fare qualcosa di fico e del gran casino è, per quello che vedo, un operazione maldestra con il fine di raccontarla ai conoscenti.

Stavo per cadere nella solita idea di elencare i soliti buoni propositi, ma poi ho pensato "ma chi se ne frega".
Fatto l'anno scorso, servito a nulla, solo ansia e un pochino di stress.
Ho visto un po' come è andata quest'anno, gli obiettivi e le idee cambiavano a seconda della situazione. Ci sono stati molti imprevisti e anche piacevoli novità, e ogni volta mi adattavo al momento, a quello che avevo più voglia o che mi sembrava più giusto.
Ho rinvigorito il mio piacere all'arte del movimento dopo un momento di stanchezza (chi l'avrebbe mai detto?), avrei voluto leggere alcuni libri (decine di..) e invece nisba, e un sacco di altre cosette che sono andate e venute ma che, a dire il vero, mi sono pure dimenticato.
Il vero risultato che ho sviluppato quest'anno è quello di aver fatto progressi nel capirmi ed ascoltarmi. Oddio, non che i miei mal di testa siano spariti, anzi, ma ho fatto un po' il punto sulle posizioni, sul rapporto con gli altri, su un sano e piacevolissimo egoismo.
Ho riflettuto su scelte che ho preso e discorsi che ho fatto con la razza umana che popola le mie giornate. E, come al solito, ho osservato molto, dai miei parenti vicini a quelli più lontani, dal passante al collega, dal conducente della vettura al semaforo allo sbandato alla stazione con cui ho fatto due chiacchiere...
Per quest'anno, quindi, continuare per questa strada senza devo questo o devo quello.
La solita coerenza, assaporando il piacere dell'osservazione, stare nella mia posizione.
Se non sto bene, poi, mi sposto un po' più in là.