15.12.08

Cosa sto guardando questa settimana > 1

Scarpe da pioggia

Non so se i più se ne sono accorti, ma in questi giorni piove. Credo che nessun telegiornale ne parli... -_-'
Una delle cose belle della pioggia è che mi sembra sempre che in qualche modo tenga il clima più mite. E infatti, vestiti inzuppati a parte, ritengo bello allenarsi sotto la pioggia. Fare il mokey walk sui corrimano richiede più sforzi, ma dalla quadrupedia a terra esci sempre con le mani pulite e i sassetti del catrame fanno meno male.
Ieri sono riuscito a superare alcune barriere mentali e fare dei monkey da punti più alti del solito e in qualche modo la pioggia ha contribuito. Sono molto felice e contento.
Le mie eccellenti scarpe saucony (in link il modello nuovo), però, si inzuppano un sacco.
Sto cercando delle scarpe in goretex per la pioggia: le mie vecchie nike air goretex, quasi senza cuscino alla pianta (quindi non così fantastiche), ormai sono quasi completamente andate, e quindi sono alla ricerca di scarpe sostitutive.
Sul forum di gopk ho pubblicato un topic nuovo, vediamo se qualcuno sa trovarmi una soluzione.
Se invece qualcun altro legge questo post ed ha qualche idea - o mi vuole spedire dei campioni gratuiti ^_^ -, caro navigatore, gentilmente lascia traccia di te.
Ah, si numero 47.

12.12.08

Flash, pitture, loghi, silicone, corsa...

Programmi pre-natalizi: tanti. Troppi.
Albero di natale da fare, sistemare casa, passare dal meccanico, andare in università per far procedere un pagamento di inizio anno, allenarsi, disegnare loghi, imparare nuovi linguaggi di programmazione, vedere una montagna di films in arretrato, comprare i regali di natale, dormire, giocare, leggere...
Se c'è una cosa di cui non vado affatto fiero in questo periodo, è che leggo davvero poco, per non dire nulla. La mia lista delle letture 2008 mi sa che diverrà 2009.

In ufficio alla fine i due "mini" giochi si son fatti e ormai anche terminati.
É stato una bella esperienza, anche se dura. Sono stato nelle ore pattuite (circa) e, per almeno uno (esagero: 1 e ½) , sono abbastanza soddisfatto.
La cosa più interessante, esperienza in generale a parte, è stato dovermi fare dei veri e propri editor per montare i livelli, ovvero per montare le tile.
Siccome mi son divertito, voglio ora preparare dei post e rendere pubblici i due editor. Vero che sono specifici per la mia situazione, ma magari a qualcuno interessa. Ne ho visto alcuni qui, ma dopo aver fatto i miei (più belli, mi permetto) credo sia interessante postare il mio lavoro, magari proprio lì.
Ah, si, in AS2. Quelli in AS3 credo che non li farò, al momento, sia perché non mi servono, sia perché mi son messo al 100% a testa bassa sull'AS3 - il lavoro mi obbliga, e non sono affatto dispiaciuto.
É anche l'occasione per procedere con il gioco dei ninja.

In mezzo a tutta questa bolgia sto disegnando il logo per l'associazione sportiva di mio fratello, e anche su quello volevo fare un paio di post.
Vorrei postare di più ma la sera sono stanchino e stufo.
Sarà che sto imbiancando casa e mi sono deciso, subito dopo, ad attaccare il sughero preso a inizio anno sulle 2 pareti in taverna. Il sughero fa parte del mio piano per la stanza creativa perfetta..
Peccato che non abbia tutta questa manualità e che abbia già fatto un mezzo casino con il silicone. Non pensavo di sporcarmi così tanto le mani e, di conseguenza, anche il sughero. Vediamo come procederà, al momento ho incollato,diciamo, solo un 10% - la prova per vedere se i mezzi funzionano e per un po' di soddisfazione personale.
Adesso nanna, domani si ricomincia. Sughero, bianco, silicone, allenarsi, regali, disegnare, russare...

14.11.08

E leggimi

Non ho mai avuto tantissima simpatia per Sébastien Foucan.
Voglio dire, non dovrei affatto. É "colpa sua" se ho reso più serio il mio percorso con il parkour, iniziato con David Belle in 13esimo distretto, eppure in qualche modo c'è qualcosa che a pelle non sopporto. A volte mi sembra molto finto, quasi falso.
Per dirne una, non mi è mai andata giù la scena di Jump Britain in cui si sfida con gli inglesi nel salto e piroetta in palestra. Lui sulle prime non ce la fa e si incazza, seppur ridendo, e prende a pugni ripetutamente un cuscinone. Poi invece gli riesce e la cosa finisce con una lezione sul fare-e-rifare che dai più viene presa come una battuta.. vabbè, guardatevelo, c'è pure su youtube a gratis, o frose google video.
Fatto sta che in questa scena credo si perda un po' della filosofia che cerca di trasmettere, il suo modo di fare mi è stato molto antipatico, non mi parso coerente.

I miei preconcetti son sicuramente stronzate: voglio dire, ci ho forse parlato? Anche con i miei più cari amici ho pensato fossero degli idioti, la prima volta che gli ho visti.

Per dargli, come dire, un'altra opportunità, questa settimana dal solito play.com mi è arrivato il suo primo libro.
Il costo relativo(10 euro) e vista la dimensione del pacco, doppia paragonata al contenuto, mi aveva fatto credere in un bel librone - ma poi una leggera delusione. La foto è esaustiva, direi.
Il libro è una raccolta di foto con una serie di pensieri che si leggono in una sera - diciamo con calma in 45 minuti (scarsi). Cose semplici, lezioni di vita abbastanza classiche, eppure mi hanno fatto rivalutare il personaggio.
Non che non avessi colto e apprezzato la sua filosofia nel freerunning, eppure alcune frasette qui e lì mi son sembrate estremamente sincere. Me l'hanno messo in una luce diversa, più positiva.
Quindi per me un buon acquisto. Ma se qualcuno si aspettava un manuale di parkour è assolutamente fuori strada - che spero nessuno si sogni di fare. Diciamo che è un buon gadget in se, nulla di più. Si apprezzano le belle foto, si apprezza che il parkour e il freerunning si stiano diffondendo e suscitano interesse, sperando in bene (mi chiedo se farà la "fine" dello skateboard, almeno da noi), si apprezza il messaggio di questo ragazzo che va un po' contro corrente.
Però è e rimane un gadget.

Sicuramente il design è più che buono, la carta extra lucida (quella che rimane segnata dalle ditate) che a me piace, buoni i font e la copertina, cartona, con effetto lucido su opaco che personalmente adoro sempre.
Il fermato è orizzontale, per cui non stravedo di sicuro, ma di libro fotografico si tratta, quindi inutile lamentarsi, anzi.

10.11.08

Ascolta

Questo post ha ormai quasi 9 mesi, tra revisioni, correzioni e scarsa voglia è rimasto lì a fermentare.
Brutta cosa, la pigrizia.
Ma d'altra parte se non convince, non convince.
L'avevo anche promesso a un amico, ma è andata così.
Ho deciso di pubblicarlo perché volevo stampare nella memoria l'allenamento assieme con un altro traceur, il ViruZ, e donargli un minimo di riconoscenza. E poi di ampliarlo con i pensieri di questo ultimo mesetto.

Con il viruZ, abbiamo passato 3 ore circa di spasso parkour.
É stato bello confrontarsi e parlare del più e del meno, con un interessante passaggio sugli studenti - entrambi abbiamo a che fare con la scuola.
Il Viruz ha il Grosso merito di avermi aiutato a superare il blocco della vecchia caduta con il monkey vault. É bastato poco, ma a volte basta per bloccarti.
Alla fine, dopo poche ripetizioni, ce l'ho fatta. Geniale - quindi, Grazie "vecchio" mio.

Il viruZ mi ha anche indirizzato ad alcuni siti che a suo tempo ho aggiunto ai link del blog.
In giro c'è molta gente in gamba, che divulga la propria esperienza ed è davvero devota al parkour. Mi stupisco che ci sia tanto seguito, nel senso di vero impegno, sudore e voglia, non tanto di quantità di persone.
Per questo ho aggiunto la sezione dei link dedicati, sentendo la necessità di condividere questo seguito e diventarne membro.

Dall'allenamento con il viruz ho messo alla prova molti di quelli che considero i miei punti di forza e mi sono ricalibrato. Ho capito quanto bene mi ha fatto darmi da fare (quasi) tutti i giorni dopo il raduno di Prato e sono contento di averlo fatto.
Ora che sono passati mesi sono estremamente constante con l'allenamento giornaliero. Mi sono dato una regolata e, a forza di risultati, sento che questo è un percorso da cui ormai non posso e non voglio staccarmi. Fa parte di me.

Ho ristrutturato l'allenamento. Durante la settimana, ogni mattina lavorativa eccetto una, che piova o ci sia il sole, seguo questo calendario in 1 ora:
  • corsa 10 minuti salendo su vari muri, diversi salti e qualche monkey
  • segue un centinaio di metri in quadrupedia a terra
  • 15 coppie di precision tra due bordi di marciapiede, distanti circa 3 metri
  • dai 3 ai 5 passaggi su un lungo corrimano sempre in quadrupedia , intervallati da un minuto circa di pausa
  • 15 monkey su un muretto dalle decenti dimensioni (ma questo non sempre, dipende dagli orari)
  • stretching
  • camminatina sui muretti fino a casa
  • doccia, possibilmente, nell'ultimo minuto, fredda
Nel week end faccio lo stesso ma con qualche aggiunta, e inoltre sto due orette.
Sto ipotizzando di inserire anche alcune scalate di pilastri di metallo, qualcosa che mi smuova tutta la parte sopra, la parte più debole.
Tutto l'allenamento, resa fisica a parte, ha aperto altre sensazioni e abilità.
C'è il rumore che produci e che subisci. Quello dei salti, che capisco essere al momento troppo forte - produrre silenzio è sicuramente uno dei miei prossimi step. Ma non solo. Affini una certa ricerca del suono vero, quello del vento, della pioggia, degli alberi.
Quando alle 8 passate esco e sto tra il traffico, percepisco un certo fastidio da caos urbano. Credo sia parte del lato animale del uomo, di quel istinto che si dimentica nella corsa quotidiana del lavoro.

C'è il contatto delle mie mani con l'asfalto, evitando i mozziconi di sigaretta e le varie mini immondizie. Ti fa riflettere. Mi rendo conto che risveglia una certa esigenza di pulizia, nel senso ecologico del termine. Sarebbe bello che lo sperimentassero tutti. Credo ci si renda davvero conto della stupidità del gesto del buttare a terra.
Ma sento anche un forte stimolo per il contatto, per il desiderio di sentire con le mie mani, di percepire le forme, le ondulazioni, le grinze e anche di sporcarle, queste mani.. Un po' come i neonati.

E poi la questione del freddo con la super pioggia di questi ultimi giorni (temperatura minima 12° C). Era da un pezzo che non ero così resistente.
Esco alle 6 da casa, con una t-shirt e sopra un'identica ma a maniche lunghe. La seconda la tolgo dopo i 10 minuti di corsa (se non era già dalla partenza nel mini zaino), e rimango in t-shirt, sia che ci sia ventaccio o pioggia, Camminare in quadrupedia e focalizzare sul proprio corpo ti fa capire che tutte quelle giacche e quelle sciarpe sono un po' in più, che il vento che scivola sulla pelle può essere piacevole, e sano, e vivo, anche quando hai la t-shirt inzuppata di sudore.
In senso più generale, credo di percepire ora quello che era la paura del freddo come una sensazione oggettiva su un semplice segnale fisico. Non lo temo e non mi spaventa, perché lo valuto per quello che è. Credo di sentirmi naturalmente più me stesso.
Questa è la crescita e la sensibilità che non sapevo di cercare.

26.9.08

Tempistiche

Recentemente, navigando tra vari siti di mini giochi da scaricare e giochi flash, tutto esclusivamente for free, sono incappato in questo titolo, Final Ninja.
La grafica non mi aveva catturato ma, dopo averlo provato, mi son dovuto ricredere. Su tutto.
Il titolo è bellissimo (una recensione qui), sotto ogni punto di vista. É fatto in AS3, ricco di effettini splendidi, l'invisibilità su tutti, ma soprattuto ha un ottimo motore fisico e l'utilizzo di un rampino davvero geniale. Saperla programmare, una cosa così, indubbiamente fa invidia....
Sul sito dello sviluppatore leggo che ci ha messo 6 settimane (un grafico e un programmatore), ma avendo alle spalle un Bel po' di giochi.
SEI settimane. Con esperienza alle spalle.

Questa settimana un agenzia (pubblicitaria) ci ha contattato per lo sviluppo di 2 "mini" giochi su brand. Uno dei giochi ha la struttura di un classico action game "alla ninja" tipicamente anni '90 - un'ottima occasione per poter far esperienza, con tanto di guadagno, per il mio gioco di Shinobi.
La lunghezza è di circa due mini livelli, e dalla parte degli avversari due piccoli ninja, uno armato di shuriken, l'altro di spada. A concludere il tutto un bel boss.
Un Bel progettino, che prevede l'uso di tile (tantissime, ovviamente) per la costruzione di livelli, tra cui anche tile mobili e a caduta a passaggio. Inoltre i nemici dovrebbero schivare i colpi del giocatore e saltare giù dalle piattaforme, insomma inseguire la posizione del giocatore per eliminarlo.
Un po' sudo, insomma c'è tanta carne al fuoco seppur sia mooolto interessante, e sento una certa aspettativa sulle mie spalle.
Io stimo 80 ore di lavoro(almeno), poi arriva una mail con alcuni dettagli e capisco che il boss c'è anche alla fine del primo livello, che ci sono bonus da raccogliere, i proiettili finiscono, i nemici reagiscono meglio al passaggio del livello 2, etc etc.
Allora ne stimo 90(almeno), di ore.
E scopro che il cliente sperava di cavarsela con un totale di 32,5 ore.
No, non è uno scherzo.
Sentendo il preventivo, aumentano il tutto a 45 ore, chiedendo dove si può tagliare.

Forse non è chiaro che ridurre il tempo non vuol dire che si riduce la lunghezza dei livelli, ma le caratteristiche del gioco: l'AI dei nemici, le tile mobili, le tile proprio introducendo un livello unico composto da schermate fisse, il movimento dei nemici, il boss.
Insomma, alla fine si avrebbe un altro gioco - anzi due altri giochi, anche il secondo dovrebbe subirebbe dei grossi tagli.
Ma io taglio pe forza, devo stare nei tempi, e faccio una lista dei tagli: niente Ai speciale, livelli a schermate (niente scorrimento), niente boss incredibile che diventa un terzo nemico, più resistete dei due ninja. Insomma, secondo me una mezza boiata, e probabilmente anche per chi ci giocherà.
L'account dell'agenzia che ha gestito il progetto si lamenta, e dice che si perde l'idea iniziale senza lo scorrimento, chiede se non proprio non si può fare lo stesso, se ne esce su un dettaglio con «Sarò anche ignorante nel campo, ma è proprio un casino fare sta roba?» e rompe e rompe e rompe che vorrebbe le cose come se da layout proposto.
In chat al nostro prode project manager un collega del account scrive che «Non è abituato a sentire di no».
Pare che ci siano ancora molti bambini in giro.

Ma poi scopro la cosa ancora più esilarante: il cliente detentore del brand per cui hanno presentato il giochetto (e un mini sito allegato) ha già approvato le grafiche (e, quindi il preventivo) ma nessuno dell'agenzia ha pensato bene di contattare almeno un qualsiasi tecnico flash per stimare i tempi di un simile progetto.
L'agenzia ora si trova con un budget sottostimato e al momento nessuno che sviluppa il gioco.
Morale: ancora una volta mi rendo conto che l'Italia è proprio il paese degli impreparati che sono pieni di arroganza e si permettono di farti passare per esagerato ai tuoi no.
E poi ti chiedi perché le aziende falliscono...

19.8.08

Montagne e cemento

Pensieroso come al solito in questo periodo, aspetto la cena seduto sul divano, davanti al mio laptop, l'ultimo giorno di ferie in montagna.
Oggi mi sono svegliato un po' stanco, niente allenamento, giro nel bosco a funghi (pochissimi, contabili da alcune dita di una mano), pranzo, 4 partitine a Dialhex, due letture ed è già sera.
Ogni giornata è scandita da una lista di avvenimenti che ci starebbero su un post-it. E invece di godermi il tempo, medito sulla sua corsa. Quest'anno va così.

Le mie coscie bruciano sempre meno: il dolore di un paio di ore scarse di intenso allenamento di 5 giorni fa è continuato per tutti i 5 giorni. Per lo meno discreti salti tra discreti muretti l'hanno camuffato in quasi dolce miele.
L'idea iniziale era quella di superare me stesso, con grandi imprese fisiche. Sul posto, invece, mi sono dilettato in tante nozioni base. La cosa mi è andata a genio, però una settimana in più per camminare su qualche tubo di gard-reil e provare alcuni salti impegnativi, accoppiati da alcuni vault, sarebbero stati orgasmo puro.
Ma non importa.
Sono contento di aver avuto alcuni complimenti dagli autoctoni, di essermi divertito, e di aver affrontato diversamente alcuni percorsi, diciamo con la testa più da traceur - ad oggi questa definizione ancora mi fa sorridere.

Adesso è sera, e mentre scrivo penso a domani mattina, in cui scalfirò per l'ultima volta la doppia serie di piloni di cemento, al fatto che non ho letto quasi nulla (ma sto recuperando) e a quanto vorrei davvero essere meno preso dal finale di queste ferie che ancora finale non è.

11.8.08

At last ferie

Finalmente ferie.
Sono ormai 2 mesi che non penso ad altro.
Sarà che sto invecchiando (err...), sarà che sono stanco, ma proprio non ce la facevo più.
E pensare che ora mi sto già preoccupando che finiranno prestissimo...

..in realtà la questione sta proprio nel lavoro, che al momento non mi appaga per nulla.
Ho una certa paura ad affrontare situazioni di cui mi mancano nozioni, ho paura di dover fermarmi di più la sera, ho paura delle scadenze razzo che mi obbligano a fare delle scelte che in situazioni tranquille non prenderei.
Insomma, necessito di ricarica.

Anche con il parkour sono leggermente recesso... prima la botta al piede che mi ha quasi bloccato per due mesi, poi il super caldo che mi demolisce, poi straordinari che non finivano e quindi ore di sonno da recuperare.
Uff.. staccare.

Ho ripreso in mano la voglia di tornare a disegnare seriamente - questa va e viene senza avvertire - e di farci la mia prima fonte di mio reddito.
Mi manca solo una Buona idea e lo slancio.
Dovrei anche studiare, durante le ferie, ma chi c'ha voglia?

29.7.08

Shaolin, granchi e 15 euro

Geof Darrow mi piaceva. Diciamo pure abbastanza.
Avevo visto il suo Big guy and Rusty the boy robot in fumetteria, quando il mio target era ancora il fumetto "commerciale", e mi sembrava addirittura una lettura troppa colta, almeno per il momento.
La mia testa mi disse qualcosa, tipo: «Bello, ma non sei ancora pronto..».
Giuro, lo pensai davvero.

E intanto il tempo passa, esce lo Youngblood di Alan Moore e scopro Steve Skroce, artista che diventa il mio primo Vero grande amore - vedere prima i suoi spider man e poi i pochissimi numeri di Youngblood mi fanno andare in brodo di giuggiole.
E il tempo passa ancora e, zack, esce matrix - il primo e unico cult movie della serie.
Lo vedo tre volte al cinema (ri-successo solo con SIGNS) e casualmente (grazie rete delle reti) scopro che Skroce lavora nella direzione artistica del film, assieme a Geof Darrow.
Mi rendo conto che lo stesso Skroce in qualche modo si ispira a Darrow e, quindi, non posso che cercare info in più su questo autore - e qui la rete, ancora una volta, fa da apri pista.

Infine, 2 mesi fa circa, forse 4, esce in italia finalmente Shaolin cowboy. Amore a prima vista.
Ovviamente, seppur mi costi 15 euro(cioè, 30 **zzo di mila lire), lo compro e lo leggo tutto di un fiato.
..tutto di un fiato, perché, effettivamente, c'è più da guardare che altro.
Sto shaolin è una bellezza per gli occhi, c'è dettaglio ovunque, purezza dell'inquadratura e sangue, sangue e ancora sangue..
La storia: pseudo gags con 90% di azione. La sua vera forza sta proprio nell'esplosione artistica. In momenti come lo scontro con lo squalo bianco posseduto dalla testa di un demone, una situazione così carica ed evocativa da farmi tornare un attimo la paura che provai nel vedere il primo Squalo di Spielberg.

Questo non è fumetto, è proprio arte.
Consigliato a tutti. Donne e bambini esclusi. I cani aspettano fuori.

27.7.08

Punitore

Sono stato a lungo un fan del punitore.
Ho anche comprato e finito (anche più e più volte di fila) quello schifo di gioco per il primo gameboy..
Ho visto e apprezzato (a suo tempo) il primo film con Faccia-di-bronzo-Ti-spiezzo-in-due- Non-posso-vedere-il-colore-bianco-e-quindi-il-latte-grazie- john-woo-bella-idea-per-una-serie-tv-di-azione-
Bevo-veleno-di-scorpione-e-mi-faccio-tatuare
(si, è vero, li ho proprio visti tutti...) Dolph Lungredd e anche il recente The Punisher, con Thomas Jane, mi è sembrato più che carino, almeno per i fan (e ex-fan).
Questa settimana ho visto il trailer del nuovo film che, se ricordo di aver letto bene da wizard, è diretto da una donna..
..e qui non voglio essere maschilista, però una donna che dirige un film su un giustiziere mezzo pazzo onestamente non mi convince. Sarò prevenuto?

Il film si chiamerà Punisher War zone, qui il trailer nuovo (e qui il sito con il trailer precedente) che, però, sa un po' di vecchio: l'attore che adesso indossa la "divisa" di Frank Castle (il punitore, appunto) non mi convince un granché, le varie scene non trasmettono grandi idee. Figurarsi che c'è la solita vecchia e ritrita scena con il protagonista a testa in giù che spara con due pistole, roteando. Basta, vi prego.

Ah, si c'è Jigsaw come antagonista di turno - un tizio con una faccia rovinatissima e piena di tagli.
Un po' l'odiavo nella versione cartacea, però trovo simpatico che ci sia, per lo meno fa più fumetto degli altri 2 film, almeno credo.
Sotto sotto spero sia cmq carino.

Invece una seria punizione spetterebbe a chi sta pensando (e, pare, attuando..) il prossimo Robocop. Nah, ma perché, dico io..
Per fortuna ci sono sempre i jappo a salvarci, con le loro opere di vera qualità (ah... <- sospiro di solievo) o il genio di Guy Ritchie con il suo prossimo film.
E intanto anche i tedeschi si cimentano con un fantasy che mi pare più che interessante.

28.6.08

Un po' di nuovo cinema, ma senza paradiso..

Ebbene si, avevo scritto che volevo buttar giù due righe sulle mie ultime esperienze cinematografiche e quindi riprendo il ciclo del mio blogghino proprio da questo.
Ho visto due film al cinema, più o meno recentemente..
Iron man, che ho gradito davvero molto. Leggero, spassoso, ben fatto, con ottima CG, un finale non eccelso, eppure a mio avviso, probabilmente assieme a Batman Begins e ai primi due Spiderman, uno dei film di supereroi più autentici che abbiano mai fatto.

Mercoledì scorso ci siamo presi il privilegio di andare a vedere l'ultimo di Night Shyamalan, E venne il giorno.
Primo, io adoro mr Shyamalan, e gli ho "perdonato" Lady in the water (più che altro per le creature... il resto proprio no..), sperando si rifacesse..
Ho tutti i dvd e, per chiudere il cerchio, ho visto ben 3 volte al cinema Signs...
Ma con questo "E venne", l'unica cosa che mi è venuta su, era la cena..
..ah, e di il desiderio di scrivergli una mail con un bel "Ora basta.".
L'idea non era male, ma lo sviluppo, i personaggi, le situazioni, i dialoghi (MIO DIO!! I DIALOGHI!).. bah...
Rec - carino ma non brillante come mi aspettavo (e leggevo).Voglio dire, ci sono gli zombi (giuro che non lo sapevo), e questo gioca a suo favore. Però ad un certo punto, non so, mi stavo leggerissimamente annoiando... E il finale non mi è andato giù più di tanto. Cmq bravo il regista, (quasi) come sempre. Ah, si , rispetto a mr cloverfield non ci sono paragoni, seppur lì ci siano i mostri marini.. ma che film dannatamente scarso.
Sugli zombi ho anche visto diary of the dead, l'ultima fatica del mio mito Romero.
Ottimo l'inizio, le scene da telegiornale sono impeccabili. Poi il resto, non so, sarà la qualità da film-tv, mi ha lascito così così. Non è male, però la fotografia mediocre, gli attori non incredibili, alcune scene splatter secondo me un po' fuori luogo (anche se quella del pagliaccio zombi mi fa impazzire..). Diciamo che da fan bisogna vederlo, però non è incredibile come speravo.
Ma poi, mi chiedo, possibile che sti zombi riescano a fottere tutto il genere umano? Non so.. non mi convince fino in fondo. Sulla situazione ne L'alba dei morti viventi di Zack Snyder, con gli zombi turbo, non discuto, ma su quelli lenti di Romero, oggi, giugno 2008, ormai oltre i 30 anni, storgo un po' il naso. Diciamo che la soluzione del finale di Shaun of the dead si regge molto più in piedi.

Qui accanto la prima foto del nuovo film giappo su Yattaman..
Sarà una schifezza? Certo che si.. il cinema coreano e cinese è ottimo, quello giapponese lascia, a mio avviso, il tempo che trova..
..ma certo che è bello vedere i miti di quando si è piccoli in qualche modo rispolverati - anche se, a volte, era meglio lasciarli, lì, in fondo al cassetto, vicino agli exogini e ai micronauti.


ps. www.mrkaizen.com è di nuovo online, addio aruba e benvenuto godaddy.

2.6.08

Loading..

Per lavori in corso, nei prossimi giorni il dominio mrkaizen.com sarà giù, quindi potrete visitare il blog esclusicamente da blogger, ovvero da qui:
http://mrkaizen.blogspot.com/

Ho anche acquistato un altro dominio - anzi, me l'hanno regalato - e sto pensando come gestirlo e cosa infilarci dentro. Per adesso c'è una pagina base di Google, poi vedremo.
É un gentil omaggio del mio amico, e professore, del corso di architettura - dovendo mostrare della figate sulla creazione e gestione (quasi) free di domini, me ne ha fatto registrare uno...
...e pensare che era il primo dominio che avrei da sempre voluto registrare.
Ma, poi, con il contatto con il kaizen e il mondo del blog, tutto è cambiato.

24.5.08

Who you gonna call?

Oggi scrivo dal letto. La fortuna del portatile porta su(camera da letto) e porta giù (taverna). Un vero affare.

Avrò in lista una decina di post, ma il lavoro a scuola, il pc in panne e un sacco di ore si sonno in arretrato hanno intiepidito la mia smania di espressione sul blog. Ci sono i progressi sul parkour, le storielline dell'ultima esperienza scolastica, le risorse online, un pensiero su ubuntu, uno sul mio nuovo portatile (usato), alcuni pensieri sul futuro, le risorse energetiche...

Diversa robetta - so già che qualcosa andrà perso.
Cmq, ora mi sto ricavando un po' di spazio, dunque, che la ruota ricominci a girare..

Ah, si, e i film.. «IO SONO IRON MAN.». Eccezionale.

14.4.08

In strada con Ubuntu

L'hd del mio pc è partito.
Poco male, avevo salvato tutto già da una settimana. Faceva rumori strani e mi stavo già muovendo per comprarne uno nuovo, ma son caduto su un modello che il mio pc non vedeva e quindi l'ho riportato indietro.
E intanto il disco vecchio reggeva...
..fino a sabato.
E allora che fare? Mentre aspetto che il mio prode amico Igor me ne procuri uno nuovo (mercoledì..), lavoro di lusso con Ubuntu.

Il passaggio al nuovo SO è merito dell'hd comprato e riportato indietro perché non visto da windows: avendo una versione di Ubuntu disponibile, ho provato ad installarlo, curioso di capire se effettivamente ci fosse qualcosa che non andasse nel hardware del mio pc e tanto per fare una prova.
Bello scoprire che non solo Ubuntu vedeva l'hard disk, ma ci andava anche d'accordo , seppur la mia scelta di restituirlo non sia stata intaccata da questo risultato.
Al momento respiro, quindi, senza HD, ma nella praticità di Ubuntu, che funziona anche solo da cd.
Ho montato un vecchio hd maxtor da 3 giga ma non riesce a riavviarsi, seppur lo installi alla perfezione.
Peccato che non ci sia l'ide flash della Adobe per linux, altrimenti non tornerei a windows: Ubuntu è proprio un bel sistema operativo, versatile, pratico e comodo. Certo, non avrà tutte le applicazioni del concorrente della microsoft ma per navigare e lavorare su testi è fantastico.
Quindi intanto riesco ad elaborare i file delle lezioni senza quasi nessun intoppo.
Appena mi arriverà l'hd nuovo, credo che winzozz dovrà soffrire di una nuova convivenza.

8.4.08

Corso 2 in progess...

É ormai più di un mese che sono iniziate le lezioni di informatica al secondo corso.
La prima lezione ha avuto alti e bassi e non sono stato molto presente, ma da lì in poi tutto in discesa - più o meno.

Ho preparato delle slide sui caratteri, poi sulla grafica a pixel e, l'ultima, sul mondo dei video, confrontandomi con la realtà odierna e il web.
Ho aggiunto anche una serie di slide sulle incredibili risorse che ci fornisce il web, dalle mail temporanee, ai canali per vedere cartoons o telefilm (sbloccandone il controllo regionale), ai programmi di grafica disponibili online, fino anche all'hank sui lettori dvd da casa (in programma un post con tutti questi link, credo "ultra" prestissimo).
L'idea di proporre la disponibilità di tutto questo ben di dio è risultata assolutamente vincente. Da un lato il mio amico insegnante che non se lo aspettava e che ne ha subito fatto (felicemente) uso, dall'altro i ragazzi che si sono stupiti e divertiti nel vedermi aggirare blocchi e poter usare mezzi gratis (magari con solo un'iscrizione obbligatoria) che altrimenti andrebbero pagati. Ovvimente il web ha i suoi limiti, però offre gran risorse che è stato bello condividere. Sul tema della condivisione avrei delle grandi idee, ma è ancora presto per parlare..

Cmq contribuire a questo corso è stata una Grande mossa.
Sono molto contento del feedback, i ragazzi mi piacciono e, per quanto siano molti, credo di aver capito che seguono con interesse.
Ora basta continuare alla grande e divertirci imparando.
L'unico rammarico e che non si ripeterà l'anno prossimo: sono state introdotte nuove leggi che hanno reso il corso d'informatica di architettura quest'anno non obbligatorio e il prossimo anno assolutamente assente.
Già, siamo pur sempre in italia, dove tutto sta al passo con i tempi: i servizi, la scuola, i politici..
L'anno in corso non è il 2008, giusto? Siamo ancora nel 1988, temo..

16.2.08

Ritorno sui muri

Speravo di allenarmi con alcuni altri traceurs questo sabato, ma nulla da fare. Anche questo sabato salta.
Dopo 3 settimane chiuso in casa, tra febbre e mal di testa, credevo di sbloccarmi in fretta, anche grazie all'incontro che, invece, è stato cancellato.
Ho ricominciato ad allenarmi, ma non quotidianamente: la mattina son stanco e faccio fatica, non c'è nulla da fare.
Nella prima giornata in cui alle 6 ero in piedi, ci ho messo un'ora a fare metà dei soliti esercizi.
Ma credo che cmq settimana prossima andrà meglio.

Leggendo il libro di Bruce Lee che ho comprato settimana scorsa (La perfezione del corpo, non un granche, in realtà..), ho pensato di incominciare ad essere più metodico e farmi una tabella esercizi, così da avere stampato davanti agli occhi cosa fare, in che tempi e quante ripetizioni.
In qualche modo mi sembra di poter raggiungere migliori risultati così.
Per lo meno di focalizzare meglio su cosa lavorare e come procede la mia crescita.

10.2.08

Cavalleras again

Mi sembrava impossibile, ma alla fine il batterista Igor Cavalera è tornato a suonare con il fratello, Max, dopo aver mollato i sepultura. Insieme hanno dato il via a un nuovo gruppo, i Cavallera Cospiracy che dal solo nome dovrebbe essere una garanzia, credo.
Alla chitarra Marc Rizzo, che trovo sia un ottimo musicista.
Dal loro sito su (quello schifo di) myspace si posso scaricare le prime due canzoni che sono ottime, e non esagero.

Quindi un buon inizio..
..se non fosse per la durata del album che, leggendo da wikipedia, sarà intorno i 45 minuti scarsi.
Mai contento? Se la qualità fosse tutta incredibile, mi starebbe bene.. Ma so già con sarà così.
Oddio magari ci scappano altri 3 o 4 classici dall'album. Lo spererei.
Cmq possibile che non si riesca a fare almeno un'ora di musica nuova (senza live aggiunti o remake vari..) per quei maledetti 15 euro?

L'album, inflikted, esce il 25 marzo ma qualche pirata l'ha già messo online, alla faccia della rapidità.
Chissà come sono i messi i nuovi sepultura. Mi piacerebbe che "rispondesserò" con un nuovo e valido album, che sia decisamente più decente degli ultimi buchi nell'acqua.

8.2.08

Il non troppo strano caso del pazzo gioco copiato

(segue il post precedente)
Street Jam Basketball
. Inizialmente il nome doveva essere Slam dunk.
Suona famigliare? Già.. Ma l'idea che fosse lo stesso titolo del famoso manga è stato considerato un valore aggiunto.
No, no, non scherzo. I colleghi alla direzione lo pensavano davvero e a me, ultimo arrivato, non andava di contraddire nessuno.
Mi son sempre chiesto se fossi scemo io a ritenerla una stro***** oppure fosse uno scherzo. Alla fine l'intervento del publisher ha portato la "ragione", e così nacque Street jam basketball.

Ero all'inizio della mia breve esperienza videoludica e mi venne chiesto se fossi capace di disegnare della facce in stile capcom e neogeo, riferendosi ai vari picchiaduro.
Ovviamente dissi di si, ero lì per essere mastro-grafico, e così mi "fecero entrare" nel progetto, nel senso che mi spiegarono di cosa si trattasse. Sottolineo questo punto perchè c'era molta segretezza sui progetti in corso (e futuri), quasi ci fosse il rischio che qualcuno ci tenesse d'occhio e copiasse le "nostre" idee. Quindi massima segretezza nel infilare qualcuno dentro un nuovo processo produttivo.
Mi sorpresi molto di questo, ma rispettai la regola.
Oggi, comunque, ci rido pure un po' sopra. Voglio dire, fossimo stati leader e la concorrenza locale fosse stata fortissima, avessimo avuto un concept davvero unico e nostro tra le mani.
Ma magari c'erano davvero buone ragioni per agire in quel modo...
.. ne dubito. Ma l'idea di poter finalmente lavorare a un titolo da console era così incredibile da farmi accettare tutto, o quasi.

Mi spiegarono che da un'analisi interna (informandosi con gamerankings.com e ign.com) il nuovo game boy advance non aveva nessun titolo di basket decente e che, battendo l'idea di non fare una simulazione ma un gioco più arcade, era possibile proporre un prodotto fresco e assolutamente vendibile. Arcade significava (apparentemente) meno lavoro. Simulazione, invece, dava l'idea di più lavoro (anche solo nella ricerca e analisi) e di meno spasso.
La grafica doveva essere accattivante, richiamando in qualche modo il concetto di vita da ghetto americano, con bande stradali assolutamente inverosimili (diciamo alla manga/anime) ma esaltanti. I punti di forza del gioco dovevano essere un veloce picchia tasti per i passaggi, nessuna regola ne tanto meno il fuori campo, la possibilità di spintonare l'avversario e l'aggiunta di esplosivi tiri a canestro e schiacciate.
In breve, si gioca fino alla fine del tempo, potendo anche fare falli.
Dopo varie riunioni mi fu reso chiaro che si stava rifacendo (diciamo pure copiando) un classico del neo geo, street hoop.
Perchè? Perchè il game designer l'aveva adorato alla follia in gioventù e perchè si risparmiava il problema del design vero e proprio, copiando un "classico".
Questo sviluppo delle cose mi ossessionò per quasi tutto il periodo di lavorazione.
Ok ispirarsi, ma copiare era davvero una buona idea? E poi, sarammo stati capaci di farlo ugualmente divertente? E avevo senso riproporre un gioco da sala giochi di diversi anni fa? Cosa si offriva DAVVERO di più?
Ricordo con amarezza, seppur avessi al tempo gran stima dei colleghi, la frase che dovetti sentire durante lo sviluppo: «Ormai al giorno d'oggi, la figura del game designer non ha più senso di esistere..».
Già..

Fatto sta che si partì.
Inizialmente si lavorò nei buchi degli altri progetti, perchè ancora non c'era un publisher e bisognava costare il meno possibile.
C'era proprio grande voglia di curara il dettaglio.
Si voleva spaccare, lasciare il segno ed era proprio bello respirare questa aria di sogno e aspettare la gloria che, credevamo, stava per innondarci tutti.
L'azienda aveva già dei precedenti buchi nell'acqua e sembrava che fosse giunto il momento del riscatto. Anzi, del Gran riscatto.
Io a casa raccontavo alla famiglia di questo segretissimo progetto nuovo davvero incredibile, che avrebbe aperto le porte a un futuro davvero esaltante. Non riuscivo a non essere contento, a pensare al traguardo a cui si puntava, seppur il design copiato, sotto sotto, mi creava profondi dubbi.

Nella prima fase mi occupai delle facce dei giocatori dei vari team selezionabili (3 per squadra), con relativa colorazione. Successivamente disegnai alcune sequenze e mi prodigai al testing del gioco vero e proprio, più che altro per scovare bugs. Inventai anche alcuni nomi dei team - ricordo con sicurezza i Sand Pilgrim, dal Pilgrim di Garth Ennis, e i Musa, preso dal mitico film koreano MUSA, The warrrior, un mio classico, oltre agli Autority, dall'omonimo fumetto.
Sulla grafica in se ci si diede molto da fare, sia tecnicamente che come quantità. All'inizio si pensava, per esempio, di fare ogni giocatore sul campo diverso dall'altro, per di più con un sacco di fotogrammi ognuno - ma non se ne fece nulla, a causa dello scarso spazio sulla cartuccia di gioco.
Il publisher, che intanto era arrivato, aveva davvero le braccine corte (tradotto: pagava poco) e volle risparmiare a tutti i costi anche sul supporto. Ci costrinse a far stare tutto sulla cartuccia più piccola in produzione, e quasi rischiammo di perdere anche la possibilità di salvare la partita: voleva risparmiare anche sulla batteria tampone della cartuccia, ma poi ci ripensò.
Questa situazione, tutt'altro che esaltante, e la travagliata storia aziendale non giovarono al clima lavorativo, anzi.

Cmq sia, infilammo diversi campi da gioco con molti elementi animati: pioggia a tutto schermo con pozzanghere riflettenti, un grosso elicottero animato sullo sfondo, treni di passaggio che facevano traballare l'area di gioco... Moltissima cura anche nello pseudo parallasse vecchio stile.
Ho molto apprezzato (e apprezzo tutt'ora) che ci fosse tutto questo lavoro di dettaglio, anche se non era quello che rendeva il gioco magico. Non è la confezione che fa il biscotto buono.
Venne anche inserita una brevissima storia animata nello story mode - prima era solo una specie di modalità torneo che divenne a tutti gli effetti uno story mode con le sequene di racconto. In realtà la storia era decisamente piatta e tutto sommato inutile, però l'idea dello story mode mi è sempre sembrata ok e, anche se sicuramente andava integrata meglio, mi divertii un sacco nel vederla rappresentata dai miei disegni. Solo le colorazioni, lasciate in mano a un altro grafico, mi delusero completamente.

Purtroppo però, più si andava verso la fine, più sentivo in tutti la corsa a chiudere, che realizzare un buon gioco.
C'era ostilità nei confronti dell'addetto marketing che non appoggiava le idee del team e che non era riuscito a trovare un publisher speciale, ovvero che avesse capito le nostre (presunte) potenzialità: il nuovo prodotto non stava garantendo gli introiti che doveva far "dimenticare " all'amministrazione il costoso passato aziendale e permettere, a chi aveva avuto l'idea di provarci con la console nintendo, di dimostrare che aveva ragione e che aveva fatto le cose nel giusto modo e, quindi, continuare.
Il malumore cresceva.
Si investiva tempo a sistemare la grafica e a garantire la stabilità, più che effettivamente curare il lato ludico, su cui non ci furuno mai salti da gigante rispetto alle prime versioni giocabili.
Seppur abbia giocato molto non sono riuscito a fare la differenza su questo piano. Mentre lo testai in singolo, mi accorsi di molte imperfezioni ma, in effetti, la corsa contro il tempo e il desiderio di chiudere quanto prima pensando al pareggiare le spese, tagliò le gambe all'amore per lo sviluppo di un buon gioco.
Sicuramente anche un maggior spazio su cartuccia avrebbe aiutato a migliorare molte cose, ma comunque il sogno ardente del gioco perfetto si era ormai perso da tempo.
In verità credo che ai problemi legati al publisher si sommasse la questione che il progetto fosse stato pensato in tutti i suoi aspetti con troppo superficialità, fin dall'inizio. In effetti, proprio pensare di ribaltare una situazione aziendale difficile copiando qualcosa di già fatto, senza avere esperienza, amore e idea sul basket e senza avere un vero asso nella manica, lo dimostra.
Riprodurre il lato geniale di qualcosa che funziona, si sa, non è così facile. Altrimenti tutti i marchi, i giochi e i film che lo fanno funzionerebbero sempre. Ci vuole passione e sudore per capire e superare. Ma chi ha passione non copia, sviluppa.
E la superficialità aveva causato anche un altro passo falso, quello del non accorgersi di avere un team non realmente motivato e esaltato dal concept: a nessuno gliene fregava davvero di giochi sul basket, me compreso. Basta vedere la questione del testing a cui avrebbero potuto prendere parte e fare un po' la differenza tutti. E invece era un'attività molto poco apprezzata in ufficio, e decisamente sempre sottovalutata. Tristemente, il braccio destro del product manager addirittura si rifiutava di collaudare il gioco, dicendo di non essere portato a farlo. Ancora oggi, a pensarci, mi torna in mente il mio pensiero «se non provi, cosa ci stai a fare qui?».
Brutta cosa, la mancanza di passione.

Insomma, secondo me era impossibile fare davvero la differenza con Street Jam, senza un team realmente motivato, specialmente in quel breve periodo di sviluppo.
Brillare, come sperato, era impensabile.
Il gioco si finì, ovviamente non fu esaltante e noi stessi non fummo felici del risultato. A giudicare dalle recensioni, direi che fu proprio l'ennesimo buco nell'acqua.
Poi ci furono altri casini con il publisher, tanto per cambiare, che portarono a altre rotture e a un costante malumore da cui non ci si riprese mai.
Si cambio genere, piattaforma e si puntò, infine, allo sfruttare qualche licenza.
Ma questa è un'altra storia.

Non so se si trovi in rete ma c'è un cheat per street jam: scrivendo qwerty come nome per lo slot di salvataggio, si sblocca tutto fin dall'inizio. Così almeno io posso vedermi quando voglio il mio operato fatto di pixel.
Modesto, ma di cui vado Fiero.

Qui, per l'ultima volta, cover front e rear versione USA.
Ah, la mia cover, quella della scatola che possiedo, un po' differente da quella del link sopra, non ha neppure uno screenshot sul retro. Mi chiedo quale genio abbia pensato che non servisse.
Addio Slam dunk.. ah, no, scusa, Street Jam Basketball.

28.1.08

Prima cover

Navigando su play.com sono incappato in questa pagina: in bella mostra la mia vecchia cover del primo gioco per gameboy advance a cui ho partecipato come sviluppatore.
Ancora oggi la scatola siede, anzi, padroneggia, sopra la tv.
Devo avere ancora da qualche parte il psd originale.

Fare la cover per un gioco.
Uno dei miei sogni di infanzia e adolescenza, che, senza che mi rendessi conto, è diventato realtà.
Ricordo ancora ora quando da piccolo stavo a letto, prima di coricarmi, scatola del nuovo gioco tra le mani, fissando l'immagine e fantasticando. Immaginavo di essere io l'eroe di turno e di vivere incredibili avventure.
In qualche modo sentivo che realizzare una copertina trasmettesse l'energia del gioco, della sua azione, dell'avventura vissuta dall'avatar raffigurato.
E, alle fine, così, dal nulla, ne ho avuto la possibilità.
Nessuno sforzo, nessuna reale competizione.
«Ti va di farla te?» (Si risparmia e abbiamo il controllo della cosa e evitiamo schifezze).
«Beh, si, chiaro che vorrei...». (Bello, si fantastico...).

Sarà che la copia non è mai arrivata in ufficio (l'ho comprato in un centro commerciale, di tasca mia...) eppure, non ho mai goduto a pieno di questo privilegio che mi investì nel precedente lavoro. Come dire, un'esperienza che non mi ha mai fatto saltare dalla sedia, almeno come ho sempre sognato.
Il gioco non è neanche un granché, oltretutto.
Uhm, sarebbe il caso di raccontare la sua storia - il non troppo strano caso del pazzo gioco copiato. Prossimo post.

27.1.08

Costellazioni

La settimana scorsa sono stato a un corso di costellazioni familiari.
Oddio, corso non sarebbe la parola più corretta, diciamo esperienza.
Difficile spiegare in cosa consiste, più che altro per la valanga di emozioni che trasmette e si riceve, e per l'effetto che si subisce durante una delle rappresentazioni a cui si assiste, o si prende parte.
Vediamo se riesco.

Uno o una espone la sua situazione familiare. Quindi si chiamano alcune persone presenti che faranno le veci dei componenti della famiglia del soggetto, soggetto compreso. Questi vengono collocati nella stanza in un modo che abbia senso per il preso in causa.
Poi si da il via alla rappresentazione, ognuno dice cosa pensa sulla sua posizione, ci si muove se ci si sente di farlo e così via, fino a che il protagonista, sostituendo la persona che lo rappresentava, incalza e diventa protagonista a tutti gli effetti, capendo dove possono stare i disequilibri e come si sta sviluppando il suo rapporto.
Lo scopo è cercare la propria nuova posizione. L'equilibrio.
Si piange un sacco.

Personalmente non ho voluto rappresentare nulla perché avevo vissuto già molto dalle altre rappresentazioni e mi sentivo davvero molto appagato.
Diciamo che ho capito che alcune mie posizioni non sono proprio favorevoli alla mia vita e che mi conviene sostituirle con nuove.
Mi sono posto alcuni, nuovi, obiettivi. É bello trovarsi con altra gente che cerca di capire e migliorare, ci si rende conto di molte cose. La percezione del proprio io viene in qualche modo messa in risonanza con ciò che hai davanti e ti chiarisci le idee.
O, addirittura, hai delle idee folgoranti.

Magari in lista letture 2008 metto anche un libro sulle costellazioni.
Uhm.. meglio attendere di sbolognare un po' di testi, prima.

Il problema è poi sorto la sera e, quindi, il lunedì successivo.
Mal di testa mortale per tre giorni, febbre a 38.8°. Avrei fatto un patto con il diavolo, pur di farmelo passare.
E, di conseguenza, una settimana di "ferie" obbligata.
Stare a casa non è poi stato tanto male, per lo meno dopo giovedì, ma certo che non mi faceva schifo non subire tutto questo.

17.1.08

Buoni propositi..

Avevo deciso di non scrivere nulla sui buoni propositi.
Mi suona come quelle scenette da film americano, o quel tipo di cosa che si fa solo a fine anno(e non sempre) e che poi viene puntualmente dimenticata.
Ci ho ripensato.
La listina di inizio anno è decisamente banale, ma siccome alcune cose non sono andate come vorrei ho deciso di buttare giù due appunti.
Il blog è principalmente la mia lettura, quindi mi può solo far bene.

Quindi..

Maggior letture
lista sul blog aiutami tu
Parkour
braccia, piegamenti, equilibrio, monkey vault a tutti i costi quest'anno.
Più informatica
lettura testi nuovi e sperimentazione (AS3, JAVA in primis, poi CSS, Javascript, e forse anche un po' di Python) - per questo c'è il contatore che scandisce l'inizio dell'università
Più disegno
recuperare i progetti di illustrazione e fare un po' di pagine di fumetto (scegliere una storia e incominciare).
Più scrittura
riprendere in mano i miei testi e non lasciar morire le mie idee. Magari riprendere a scrivere articoli per i vecchi siti con cui collaboravo.

Meno critiche.
Ascoltare di più chi mi parla.
Dare ancora ancora meno importanza a quello che pensano/dicono gli altri. Scindermi quasi completamente da questo errore.
Meno aggressività e moOOOolta più pazienza.
Alzare meno la voce.
Stare più dritti.
Togliere gli occhiali più spesso.

..e poi si vedrà.
Devo anche riprendere in mano il live plan e togliergli quello strato di polvere che lo copre.
Lì sarò più preciso.

11.1.08

Natale

Seppur il consumismo sia un tema su cui rifletto sempre più spesso, sono felice dei regali di quest'anno. Anzi, stra-felice.
Quello più grosso è stata una fantastica spalliera (finalmente montata). Ora non ho più scuse per non allenare le mie braccia, anche quando non posso uscire.
Mi sono auto regalato (un sogno da sempre..) IL libro sul design dei giochi della capcom. Da mega men, a strider, a Breath of fire, a RE, passando per SF2 e powerstone e così via.. DELIZIOSO.
Poi 3 giochi della bit generation per il mio AGB micro (presto una rapida recensione). Insieme a questi anche uno splendido volume sul making of di okami. Stra bello.
Un mio Carissimo amico si è presentato a sorpresa con un bel (mini) hard disk esterno da 120 giga, da infilare in borse. Si è rilevato più utile del previsto, tra casa e ufficio.

Ma la cosa che ancora oggi mi riempe più di gioia è stato vedere le reazioni del mio cucciolo, felice, davanti a milioni (è proprio il caso di dirlo) di regali.
I suoi commenti, ormai consapevole e indipendente, sono stati così deliziosi, specie con il didò.
Con tutta la preparazione per l'arrivo di babbo natale (biscotti e latte, e la consegna della lettera) mi sono divertito un mondo.

Ma come è andata quest'anno?
Bene, ho scoperto il parkour e ho fatto progressi, ho migliorato le mie conoscenze in AS2, ho lavorato per l'università (facendo secondo me la differenza), ho messo i cancelli (motorizzati) a casa e le tende.
Sono più sano e forte dello scorso anno. Sono venuto in contatto con la nuova medicina germanica.
Ho conosciuto un po' di gente nuova, anche se non curo moltissimo i rapporti.
Il rapporto con fratello e morosa, ora vicini, si è felicemente infittito, e ho insegnato alla mia bambina ad andare in bicicletta senza ruotine. Inoltre l'abbiamo iscritta a un corso di ginnastica che, a quanto pare, le piace moltissimo.
Qualche lavoretto serale ha dato i suoi frutti..
E, in generale, mi sento più maturo e consapevole.

Ma ci sono anche i punti dolenti:
Ho letto poco (diciamo non molto).
Sono più nervoso e impaziente. E criticone.
Ho disegnato davvero poco. Anzi, non ricordo neppure quando è stata l'ultima volta che ho preso seriamente in mano la matita.
Uhm, i miei progetti da fumettista, li sento sfumare...
E se ho disegnato poco, ancor peggio lo scrivere. I miei malloppi sono rimasi lì, a ingrigire i blocchi del mio hard disk.
Non ho imparato nulla di davvero nuovo da mettere nel mio bagaglio culturale.
Devo preparare una lista di buoni propositi, e ho incominciato inserendo la lista dei libri da leggere per il 2008, qui, a lato.