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Se voglio mi sposto

Un altro anno è andato e ancora una volta devo subire tutta la solita cagnara del passaggio. Mi sono anche rotto di mandare i soliti sms di auguri ai nomi elencati in agenda. Mi sembra stupido e incoerente, e forse pure un pochino ipocrita.

Ma non è una palla tutta sta storia del festeggiare la fine dell'anno? Insomma, stiamo sufficientemente bene da poter festeggiare per qualsiasi minchiata in qualsiasi momento della nostra vita, quindi perché legare tutto questo isterismo in questo giorno dell'anno che non ha differenza alcuna con gli altri 364 suoi fratellini?
La tv del fine anno fa schifo (razzo, ma la smettono di cantare e ballare?), le feste in piazza sono patetiche (ma le vedete le facce delle persone in prima fila?), le feste in disco non sono speciali, il voler fare qualcosa di fico e del gran casino è, per quello che vedo, un operazione maldestra con il fine di raccontarla ai conoscenti.

Stavo per cadere nella solita idea di elencare i soliti buoni propositi, ma poi ho pensato "ma chi se ne frega".
Fatto l'anno scorso, servito a nulla, solo ansia e un pochino di stress.
Ho visto un po' come è andata quest'anno, gli obiettivi e le idee cambiavano a seconda della situazione. Ci sono stati molti imprevisti e anche piacevoli novità, e ogni volta mi adattavo al momento, a quello che avevo più voglia o che mi sembrava più giusto.
Ho rinvigorito il mio piacere all'arte del movimento dopo un momento di stanchezza (chi l'avrebbe mai detto?), avrei voluto leggere alcuni libri (decine di..) e invece nisba, e un sacco di altre cosette che sono andate e venute ma che, a dire il vero, mi sono pure dimenticato.
Il vero risultato che ho sviluppato quest'anno è quello di aver fatto progressi nel capirmi ed ascoltarmi. Oddio, non che i miei mal di testa siano spariti, anzi, ma ho fatto un po' il punto sulle posizioni, sul rapporto con gli altri, su un sano e piacevolissimo egoismo.
Ho riflettuto su scelte che ho preso e discorsi che ho fatto con la razza umana che popola le mie giornate. E, come al solito, ho osservato molto, dai miei parenti vicini a quelli più lontani, dal passante al collega, dal conducente della vettura al semaforo allo sbandato alla stazione con cui ho fatto due chiacchiere...
Per quest'anno, quindi, continuare per questa strada senza devo questo o devo quello.
La solita coerenza, assaporando il piacere dell'osservazione, stare nella mia posizione.
Se non sto bene, poi, mi sposto un po' più in là.

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