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Paese della fine

Se c'è un posto dove mi piace rifugiarmi nelle vacanze, questo è il paese Danta di Cadore.
Credo che passerò li la mia vecchiaia, o almeno è questo il mio progetto, già da un bel po'.
Posto perfetto: isolato, pieno di verde, aree dove andare a saltare ovunque, aria pulita, poca gente e temperature che raggiungono il mite.
Cosa chiedere di più?
Il week end scorso mi sono allenato per i suoi muretti a far splendidi salti ed esercizi e devo dire che hanno dato il loro frutto. Potersi muovere nella piccola piazza del paesino alle 7 di mattina e non avere anima viva attorno, usufruendo di tutto quel cemento modellato, è stato un bel sogno.
Curioso che l''ultimo giorno, alla fine dell'allenamento, mi son accorto di avere avuto alle mie spalle per tutto il tempo tre auto dei vigili con personale fuori. Nessuno, però, mi ha rotto le scatole o mi ha guardato storto. Probabilmente hann capito che mi stavo semplicemente allenando in qualche sport senza dare fastidio a nessuno.

Certo, Danta non è proprio dietro l'angolo, però mi piace l'idea di pace che trasmette - sperando che per allora ci arrivi almeno l'adsl, e magari anche un distributore di GPL, o qualsiasi altro combustibile più eco friendly delle attuali benzine.

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Devo dire che questi ultimi 2 anni no sono stati il top e il 2016, con papà in ospedale, abbastanza uno schifo. E alla depressione si aggiunge il procrastinare, la pochissima voglia di fare (a casa), l'odio per il lavoro e, forse, la vita.

Chissà come andrà a finire ma per ora non sono proprio sui binari giusti.
Devo però ammettere che scrivere, e scrivere anche qui, mi piace sempre molto, molto di più se lo faccio dalla tastiera e non da una virtuale.
Un po' come il disegnare, che mi piace sempre e mi da sempre molta gioia.
Mi metto su un tè e poi vediamo che fare stanotte.