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Costellazioni

La settimana scorsa sono stato a un corso di costellazioni familiari.
Oddio, corso non sarebbe la parola più corretta, diciamo esperienza.
Difficile spiegare in cosa consiste, più che altro per la valanga di emozioni che trasmette e si riceve, e per l'effetto che si subisce durante una delle rappresentazioni a cui si assiste, o si prende parte.
Vediamo se riesco.

Uno o una espone la sua situazione familiare. Quindi si chiamano alcune persone presenti che faranno le veci dei componenti della famiglia del soggetto, soggetto compreso. Questi vengono collocati nella stanza in un modo che abbia senso per il preso in causa.
Poi si da il via alla rappresentazione, ognuno dice cosa pensa sulla sua posizione, ci si muove se ci si sente di farlo e così via, fino a che il protagonista, sostituendo la persona che lo rappresentava, incalza e diventa protagonista a tutti gli effetti, capendo dove possono stare i disequilibri e come si sta sviluppando il suo rapporto.
Lo scopo è cercare la propria nuova posizione. L'equilibrio.
Si piange un sacco.

Personalmente non ho voluto rappresentare nulla perché avevo vissuto già molto dalle altre rappresentazioni e mi sentivo davvero molto appagato.
Diciamo che ho capito che alcune mie posizioni non sono proprio favorevoli alla mia vita e che mi conviene sostituirle con nuove.
Mi sono posto alcuni, nuovi, obiettivi. É bello trovarsi con altra gente che cerca di capire e migliorare, ci si rende conto di molte cose. La percezione del proprio io viene in qualche modo messa in risonanza con ciò che hai davanti e ti chiarisci le idee.
O, addirittura, hai delle idee folgoranti.

Magari in lista letture 2008 metto anche un libro sulle costellazioni.
Uhm.. meglio attendere di sbolognare un po' di testi, prima.

Il problema è poi sorto la sera e, quindi, il lunedì successivo.
Mal di testa mortale per tre giorni, febbre a 38.8°. Avrei fatto un patto con il diavolo, pur di farmelo passare.
E, di conseguenza, una settimana di "ferie" obbligata.
Stare a casa non è poi stato tanto male, per lo meno dopo giovedì, ma certo che non mi faceva schifo non subire tutto questo.

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Devo però ammettere che scrivere, e scrivere anche qui, mi piace sempre molto, molto di più se lo faccio dalla tastiera e non da una virtuale.
Un po' come il disegnare, che mi piace sempre e mi da sempre molta gioia.
Mi metto su un tè e poi vediamo che fare stanotte.