
Voglio dire, non dovrei affatto. É "colpa sua" se ho reso più serio il mio percorso con il parkour, iniziato con David Belle in 13esimo distretto, eppure in qualche modo c'è qualcosa che a pelle non sopporto. A volte mi sembra molto finto, quasi falso.
Per dirne una, non mi è mai andata giù la scena di Jump Britain in cui si sfida con gli inglesi nel salto e piroetta in palestra. Lui sulle prime non ce la fa e si incazza, seppur ridendo, e prende a pugni ripetutamente un cuscinone. Poi invece gli riesce e la cosa finisce con una lezione sul fare-e-rifare che dai più viene presa come una battuta.. vabbè, guardatevelo, c'è pure su youtube a gratis, o frose google video.
Fatto sta che in questa scena credo si perda un po' della filosofia che cerca di trasmettere, il suo modo di fare mi è stato molto antipatico, non mi parso coerente.
I miei preconcetti son sicuramente stronzate: voglio dire, ci ho forse parlato? Anche con i miei più cari amici ho pensato fossero degli idioti, la prima volta che gli ho visti.
Per dargli, come dire, un'altra opportunità, questa settimana dal solito play.com mi è arrivato il suo primo libro.
Il costo relativo(10 euro) e vista la dimensione del pacco, doppia paragonata al contenuto, mi aveva fatto credere in un bel librone - ma poi una leggera delusione. La foto è esaustiva, direi.
Il libro è una raccolta di foto con una serie di pensieri che si leggono in una sera - diciamo con calma in 45 minuti (scarsi). Cose semplici, lezioni di vita abbastanza classiche, eppure mi hanno fatto rivalutare il personaggio.
Non che non avessi colto e apprezzato la sua filosofia nel freerunning, eppure alcune frasette qui e lì mi son sembrate estremamente sincere. Me l'hanno messo in una luce diversa, più positiva.
Quindi per me un buon acquisto. Ma se qualcuno si aspettava un manuale di parkour è assolutamente fuori strada - che spero nessuno si sogni di fare. Diciamo che è un buon gadget in se, nulla di più. Si apprezzano le belle foto, si apprezza che il parkour e il freerunning si stiano diffondendo e suscitano interesse, sperando in bene (mi chiedo se farà la "fine" dello skateboard, almeno da noi), si apprezza il messaggio di questo ragazzo che va un po' contro corrente.
Però è e rimane un gadget.
Sicuramente il design è più che buono, la carta extra lucida (quella che rimane segnata dalle ditate) che a me piace, buoni i font e la copertina, cartona, con effetto lucido su opaco che personalmente adoro sempre.
Il fermato è orizzontale, per cui non stravedo di sicuro, ma di libro fotografico si tratta, quindi inutile lamentarsi, anzi.
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